Tirocini PIM: slide informative presentate all'incontro del 24 novembre 2025
E' possibile svolgere il tirocinio all'estero partecipando al bando annuale Erasmus+ Traineeship
Il tirocinio consiste in un' esperienza di inserimento temporaneo, guidato e supervisionato presso aziende, enti pubblici o privati, cooperative, associazioni, centri di ricerca, e quant'altro connesso con il profilo del corso di studio.
Per la massima efficacia dell'attività di tirocinio è opportuno che la sede scelta sia particolarmente coerente con il profilo curricolare scelto. A questo fine entrambi i curricula indicano un elenco specifico di istituzioni e imprese dove i contatti con il corso di laurea sono continui e dove è dunque assicurata la coerenza con il profilo formativo.
A titolo di esempio,
per il curriculum Istituzioni e Politica, gli studenti vengono indirizzati verso:
per il curriculum Istituzioni e Mercati, gli studenti vengono indirizzati verso:
Lo studente può richiedere di partecipare ad uno degli stage offerti direttamente dal Servizio Stage e Tirocini oppure presentare alla Commissione Stage del corso di laurea un proprio progetto, stabilito di concerto con un tutor accademico e con un responsabile della struttura ospitante. In quest'ultimo caso, assieme alla domanda, lo studente dovrà presentare idonea documentazione attestante la disponibilità da parte della struttura ospitante ed un programma di massima delle mansioni da svolgere. Se la Commissione Stage ritiene adeguato il progetto lo approva, fatta salva la stipula della convenzione tra l'ente ospitante e l'Ateneo secondo l'iter adottato dal Servizio Stage e Tirocini.
In ogni caso la verifica dei risultati dello stage segue le procedure previste del Servizio Stage e tirocini ed è sottoposto al controllo della Commissione Stage del Corso di Laurea.
Con delibera del Consiglio del Corso di laurea è possibile riconoscere i crediti corrispondenti all'attività di stage a fronte di idonea documentazione attestante lo svolgimento di un'esperienza lavorativa coerente con il profilo del corso di laurea e che soddisfi i requisiti minimi previsti per l'attività di stage.
Il responsabile degli stage e dei tirocini del corso di studio è il prof. Andrea Terlizzi, che si occupa del supporto e dell'indirizzamento alla scelta del tirocinio, della firma dei progetti di tirocinio, del loro accreditamento e della loro verbalizzazione.
Per attivare un tirocinio consulta la pagina Tirocini curriculari: cosa si deve sapere
Contatti Ufficio Tirocini/ Stage della Scuola di Scienze Politiche
A partire dalla coorte 2025/26, i crediti per tirocini fanno parte del gruppo “A scelta tra le seguenti attività formative 12 CFU”. Il tirocinio può essere scelto dallo studente da 6 cfu (in combinazione con crediti di lingua o laboratori) o da 12 CFU (e in questo caso esauriscono lo slot di crediti). Il gruppo prevede piena libertà di combinare i CFU e dunque in luogo dei tirocini possono essere acquisiti crediti di lingua, laboratori o loro combinazioni.
I tirocini “estesi” da 12 CFU costituiscono un’opportunità professionalizzante collegata esclusivamente a specifici tirocini concordati con particolari istituzioni (ad esempio, tirocini già sperimentati tramite un bando congiunto della Presidenza del Consiglio e della Regione Toscana, oppure presso think tank, istituti di ricerca, amministrazioni pubbliche e altri enti le cui attività risultino coerenti con il piano di studi e che prevedano una permanenza più lunga, legata a una specifica attività formativa su progetto).
Tali percorsi vanno sempre concordati con il/la responsabile dei tirocini e, visto che è richiesto uno sbocco in termini di tesi di laurea, con il/la docente relatore.
La tesi di laurea con profilo professionalizzante è dunque rivolta alle studentesse e agli studenti del corso di laurea magistrale PIM che scelgono di svolgere il tirocinio curriculare da 12 CFU, come possibilità prevista dal piano di studi a partire dalla coorte 2025-2026.
I crediti totali per la tesi di laurea (15 CFU) verranno scomposti in 9 CFU (per la preparazione tradizionale dell’elaborato, più snella rispetto alle tesi tradizionali) + 6 CFU (per la parte della tesi più professionalizzante) in modo da premiare questa particolare attività e lasciare nelle certificazioni testimonianza dell’esperienza maturata con l’intreccio tra esperienza di tirocinio e riflessione accademica.
Questa opportunità mira, dunque, a valorizzare l’impegno della studentessa o dello studente, nonché le conoscenze e le competenze maturate in un’attività di tirocinio intensa ed estesa, e a favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro attraverso un percorso che richiede partecipazione attiva, continuativa e qualificata. La tesi professionalizzante ha l’obiettivo di produrre un elaborato capace di restituire in modo critico e consapevole le competenze acquisite.
A partire dal II anno e dopo aver concordato il progetto formativo del tirocinio esteso da 12 CFU con il responsabile dei tirocini e il docente relatore, è possibile effettuare la modifica del piano di studio inserendo le attività corrispondenti: Tirocinio 12 CFU+ Prova finale 9 CFU+Tirocinio di preparazione alla tesi 6 CFU o Preparazione della tesi all'estero.
Sono invece escluse per i tirocini estesi da 12 cfu le esperienze lavorative pregresse degli studenti lavoratori, le quali, pur essendo spesso di alto valore e prestigio, non rientrano nel percorso specificamente pensato come ponte tra l’università e il mondo del lavoro.
L'argomento della tesi professionalizzante deve essere legato all’esperienza di tirocinio e concordato in anticipo con un/a docente del corso di laurea, che ne supervisionerà lo sviluppo.
È auspicabile, ma non vincolante, la presenza di un/a correlatore/trice proveniente dall’ente ospitante, per rafforzare il raccordo tra l’analisi accademica e le attività professionali.
Il contenuto della tesi professionalizzante deve essere collegato alle attività svolte durante il tirocinio, con particolare attenzione agli aspetti pratici e applicativi.
A questo fine è fortemente consigliata la presenza di un correlatore esterno (ad esempio dell’ente ospitante), per arricchire la dimensione empirica dell’analisi.
La dimensione empirica può essere predominante, includendo analisi di casi, raccomandazioni di policy, strumenti operativi, ecc.
La tesi professionalizzante può anche assumere la forma di un operational report o di un policy report, privilegiando un taglio pratico rispetto a una tradizionale tesi teorica. La lunghezza minima richiesta è di circa 70 pagine (Times New Roman 12, interlinea 1,5), comprensive di abstract, indice, testo, bibliografia ed eventuali allegati.
Anche se la parte teorica può essere meno centrale, deve essere mantenuto il rigore scientifico, con adeguato uso delle citazioni e una bibliografia completa.
È necessario dichiarare in modo trasparente l’eventuale utilizzo di strumenti di IA, ad esempio per la revisione linguistica o la gestione della bibliografia.
La tesi professionalizzante consente alle/agli studenti PIM di consolidare il proprio profilo professionale già durante il percorso di studi, facilitando un inserimento più rapido e consapevole nel mondo del lavoro.
Dal momento che la tesi professionalizzante sarà redatta in parte durante l’esperienza di tirocinio è auspicabile che la discussione della tesi abbia luogo entro sei mesi dalla conclusione del tirocinio e comunque non oltre l’ultima sessione di laurea dell’anno accademico di riferimento.
ULTIMO AGGIORNAMENTO
18.06.2026